Amanda Gittens - Il Mio Viaggio
Come molte persone, anche io nella mia vita ho avuto una giusta dose di ostacoli… Ho vissuto un’infanzia difficile, dovendo affrontare il rapporto complesso e problematico dei miei genitori. Il loro divorzio quando avevo quattro anni ha portato me e mia madre a lasciare il sole e il caldo dei Caraibi per andare a vivere nella fredda e grigia Londra, che ho sempre mal sopportato.
Sono cresciuta con i miei nonni materni che mi hanno dato un senso di stabilità, anche se ho sempre percepito delle tensioni di sottofondo…Il rapporto teso, quasi inesistente con mio padre (con la sua seconda moglie e la sua famiglia), assieme al disastroso secondo matrimonio di mia madre, che l’ha portata in Costa d’Avorio e che mi ha così offerto il primo assaggio dell’Africa, non ha certo contribuito ad affermare la mia fiducia nel prossimo.
La mia adolescenza è stata segnata da un lungo e duro periodo di seria depressione. All’età di 16 anni, decisi di andare via di casa e crearmi una vita tutta mia. Ho cominciato a lavorare e mi sono mantenuta all’università – miracolosamente – dato che la mia depressione rendeva quasi impossibile lo studio e la concentrazione. Fortunatamente, ho avuto il sostegno di due psicologi che hanno rappresentato la grande differenza nella mia vita. Mi ricordo quanto fu confortante essere ascoltata da qualcuno che non ti giudicava…
All’età di 22 anni, finalmente riuscii a realizzare il sogno di vivere e studiare a Parigi, e più in là si aggiunse la soddisfazione di appagare la mia ambizione di essere accettata alla Sorbonne per la mia specializzazione, il Masters, e successivo primo anno del dottorato. Ho proseguito nella realizzazione dei miei sogni: vivere a Roma; lavorare all’Onu su dei progetti di sviluppo rurale; partecipando alla Conferenza Beijing+5 alla sede delle Nazioni Unite; e continuando a viaggiare tantissimo, una passione che sono stata fortunata ad aver potuto coltivare e soddisfare sin da quando ero bambina.
Più recentemente, ho dovuto affrontare seri problemi di salute. Negli ultimi tre anni e mezzo ho sofferto di Sindrome da Fatica Cronica/Fibromialgia Muscolare/Encefalomielite Mialgica. Spesso, non riuscivo neanche a tenere in mano gli oggetti, o alzare le braccia, lavarmi, farmi la doccia senza un aiuto, dormire o anche semplicemente alzarmi dal letto. Non riuscivo neanche a scrivere o a leggere un libro o un giornale, per oltre tre anni.
È stata una delle esperienze più impegnative che ho dovuto affrontare. Tuttavia, è stato interessante, come mi abbia fatto concentrare nuovamente su cos’è importante per me, al livello più basilare: Cosa sto facendo? Dove sto andando? Com’è che voglio che sia la mia vita in realtà? In un modo o nell’altro – quasi ironicamente – mi ha consentito di essere più forte. Improvvisamente, non trovandomi praticamente più in forma, con un corpo robusto, ho dovuto affrontare una delle mie paure più atroci: perdere la mia indipendenza e non essere in grado di fare le cose da sola.
A volte, quando riusciamo a spuntarla e sconfiggere un timore che ci trattiene, scopriamo che ciò che giace al di sotto in fondo non è poi così terrificante come credevamo…Sfogliando ed eliminando gli strati della paura che ci separano da ciò che desideriamo ci permette di accedere al coraggio che possediamo dentro di noi. In altre parole – è solo quando il dolore di quello che stiamo vivendo in quel momento eccede la paura del cambiamento – che noi avanziamo e procediamo, spesso per ottenere quello che un tempo consideravamo impossibile.
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